Un prestito da restituire, ora tocca a noi fonnesi

MIchele Tatti

Il dovere di consegnare ai nostri figli e nipoti un patrimonio avuto non in eredità ma in prestito dai nostri avi. Parafrasando la famosa frase del capo indiano Seattle del 1852 (“La Terra su cui viviamo non l’abbiamo ereditata dai nostri padri, ma l’abbiamo presa in prestito dai nostri figli”), è questo il concetto che probabilmente spiega meglio l’iniziativa di aprire una sottoscrizione popolare per il restauro della chiesa parrocchiale dedicata a San Giovanni Battista. Una raccolta fondi per supportare l’impegno pubblico che dopo un lungo iter ha visto finalmente partire il progetto di recupero conservativo di un primo progetto per complessivi 800mila euro firmato dall’architetto Angelo Ziranu e finanziato dalla Conferenza Episcopale Italiana con i fondi dell’8Xmille con il concorso della Regione (120mila euro) e del Comune di Fonni (50mila euro).

La volontà del cassiere di San Giovanni Raffaele Maloccu di mobilitare il paese e i suoi emigrati ha innanzitutto permesso sei mesi fa di aprire il dibattito sul futuro non solo della chiesa più antica di Fonni ma di un complesso che comprende anche l’ex Poa. La conferenza dello scorso giugno ha permesso innanzitutto di aprire il dibattito e informare la popolazione non solo sul progetto ma sulle prospettive di un intervento che, riportando alla luce e recuperando precedenti interventi di restauro che si sono rivelati inappropriati consentirà ai fonnesi di riappropriarsi di un luogo che innanzitutto è il simbolo di una fede antica e dalle radici forti. Proprio quel dibattito ha dimostrato la necessità di implementare i fondi a disposizione per un progetto ambizioso ma basato sulla volontà di coinvolgere la popolazione anche con una costante informazione grazie a questo sito internet attivato per l’occasione che consente di far ritrovare i fonnesi sparsi nel mondo in una comunità virtuale ma fortemente identitaria. S’Agitoriu lanciato per salvare la chiesa di San Giovanni, quell’invocazione d’aiuto che in passato avvertiva di un pericolo mobilitando la popolazione per soccorrere chi era in difficoltà, insomma non è caduto nel vuoto. Come la volontà del parroco e del cassiere di San Giovanni di garantire la massima trasparenza sulla spendita dei fondi raccolti potrà dimostrare quanto sia importante affiancare all’impegno delle istituzioni e della Cei, la volontà popolare di consegnare la parrocchiale in prestito ai nostri discendenti consapevoli che quella chiesa è stata costruita con sacrifici ben più gravosi di quelli a noi oggi richiesti per il suo restauro.Ecco, ora tocca proprio a noi, ai fonnesi vicini e lontani, fare la nostra parte e dimostrare concretamente l’amore per il paese con una donazione che risponde però allo spirito della vedova che ha deposto nel tesoro due spiccioli. E alle parole di Gesù che anche in questo caso valgono a dire che non è importante il quanto si offre ma il gesto. «In verità vi dico: questa vedova, povera, ha messo più di tutti. Tutti costoro, infatti, han deposto come offerta del loro superfluo, questa invece nella sua miseria ha dato tutto quanto aveva per vivere» (Luca 21,1-4).

Michele Tatti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *