Sa Poa e la Casa del Clero

La POA, Pontificia Opera di Assistenza, era un’organizzazione di mutuo soccorso nata in seno alla Chiesa dopo la seconda guerra mondiale, che aveva la finalità di aiutare i paesi più bisognosi allo scopo di alleviare le sofferenze e i disagi dovuti al grande conflitto.

In Provincia di Nuoro, oltre alla sede cittadina in via Lamarmora furono edificate nei paesi di Fonni, Mamoiada, Bitti, Orgosolo, Dorgali e Siniscola dei veri e propri centri di assistenza, dotati di personale specializzato, in grado di dare risposte immediate alla popolazione.

A Fonni “Sa Poa” fu realizzata nel 1954, e in essa operava un’assistente sociale, era provvisto di un ambulatorio ove si alternavano un dentista e un cardiologo, fungeva da centro di distribuzione di derrate alimentari per i più bisognosi ecc.

Nel 1962 l’edificio, cessato l’originario scopo, venne trasformato in un centro di formazione professionale, nel quale sono state formate generazioni di maestranze che hanno trovato lavoro anche fuori dai confini paesani. Anche questo servizio in questi ultimi anni è venuto meno, e con esso la mancanza di fondi per ammodernare la struttura che ha subito un repentino deterioramento.

La “Casa del Clero”, adiacente a “Sa Poa” è un enorme caseggiato, realizzato negli anni 50 attraverso il personale interessamento della nobildonna svizzera Claiser, la quale, grazie ai buoni rapporti col Vaticano, riuscì ad ottenere i finanziamenti necessari per la realizzazione dell’edificio, destinato all’ospitalità di religiosi e religiose in vacanza o in soggiorno a Fonni. La struttura, per allora era certamente moderna e funzionale e al suo interno era dotata anche di una piccolo appartamento esclusivamente utilizzato dal Vescovo durante le sue visite a Fonni.

Questa destinazione d’uso è perdurata fino ad alcune decine di anni fa.

Negli anni seguenti le due strutture hanno avuto molteplici utilizzi, continuando a svolgere un importante ruolo nell’aggregazione sociale del paese, sempre gestite, con grande passione, dal clero fonnese; in particolare si ricorda il cinema per ragazzi, la ludoteca con biliardino, biliardo e ping-pong ove i ragazzini fonnesi trascorrevano sani pomeriggi di gioco e vita sociale. Sono stati, e lo sono tutt’ora, sede di catechismo e di corsi di preparazione al matrimonio per le giovani coppie, oltre a fungere come punto di riferimento per l’organizzazione e la gestione della Festa di San Giovanni, seppur con enormi difficoltà logistiche.

Attualmente sia l’edificio della “Casa del Clero” che de “Sa Poa” si trovano purtroppo in uno stato avanzato di degrado non più recuperabile, tanto da essere in buona parte interdette alla presenza di persone.

Si rende quindi necessario, oltre che doveroso e corretto, che questi luoghi tornino ad essere un centro di fruizione sociale e religiosa per l’intera comunità, ridando loro la dignità architettonica che meritano, in un contesto urbano (che comprende anche la chiesa di San Giovanni), di grande pregio, ubicato nella parte alta del paese e da cui si potrà fruire di uno splendido panorama, oggi negato dalla imponente, ma soffocante presenza di un edificio di obsoleta concezione e scarsa fruizione.

Molte sono state le proposte avanzate in questi anni per il loro riutilizzo, ma l’irreversibilità del degrado strutturale, unita ai costi esorbitanti di un improbabile recupero, impone la loro demolizione per far nascere una struttura moderna, magari allo stesso piano della strada, ove realizzare un nuovo oratorio parrocchiale, in grado di vitalizzare, senza deturpare urbanisticamente quella preziosa porzione di centro storico. Tutto dovrà essere progettato, condiviso e realizzato in un’ottica moderna, di facile gestione e utile alla comunità, fruibile da ragazzi e anziani e vissuto dall’intera comunità.Occorre trovare i fondi per materializzare questo sogno, con la collaborazione di tutti i Fonnesi, sia di quelli che hanno la fortuna di risiedere a Fonni che di quelli che, lontani per lavoro, portano il proprio paese nel cuore e vi ritornano per gioire di una “Die de Vrores” organizzata e vissuta anche in quegli spazi che tanto hanno dato alla nostra comunità e che tanto, vorremo, continuino a dare in futuro.