Ricostruzione storica fotografica

Data: 1904 circa
Titolo: “Fonni, abito tradizionale e panorama”
Fonte: Sardegna Digital Library.
FONDO: Collez. Colombini, ISRE, Nuoro
Data: prima del 1905
Titolo: “Fonni, panorama.”
Fonte: Sardegna Digital Library.
FONDO: Collez. Colombini, ISRE, Nuoro.
Data: primo decennio 1900
Titolo: “Fonni, veduta.”
AUTORE: Wagner, M. L.
Fonte: Sardegna Digital Library.
FONDO: Fondo Wagner, Ilisso
Data: timbro 1919
Titolo: “Costumi sardi – Fonni, uscita dalla messa”
Fonte: video
FONDO: Collezione privata
Data: si ipotizza prima metà 1900
Titolo: “Fonni – Rione Parrocchia”
Fonte: ebay.
FONDO: Collezione privata
Data: prima metà 1900 (si ipotizza 1927- 1935)
Titolo: “Panorama di Fonni”
AUTORE: Pirari, P.
Fonte: Sardegna Digital Library.
FONDO: Fondo Pirari, ISRE, Nuoro.
Data: 1936-1951 (presunta)
Titolo: “FONNI – Stazione climatica m. 1000 – Panorama”
Fonte: ebay.
FONDO: Collezione privata.
Data: precedente al 1961
Titolo: San Giovanni Battista, facciata.
Fonte: Archivio Parrocciale.
Data: precedente al 1961
Titolo: San Giovanni Battista, prospetto sinistra.
Fonte: Archivio Parrocciale.
Data: si ipotizza 1936-1955(?)
Titolo: “Fonni – Panorama Parziale”
Fonte: ebay.
FONDO: Collezione privata.
Data: 1961
Titolo: “Un matrimonio in Barbagia – Fonni 1961.”
AUTORE: Serra, F.
Fonte: Sardegna Digital Library. EDITORE: Ilisso Ed., documentario
Data: successiva al 1961
Titolo: “Fonni, Panorama Parziale”
Fonte: ebay.
FONDO: Collezione privata.
Data: 1.07.1986
Titolo: Firma con data, rifacimento del tetto in cemento armato.
IN: Muro prima campata, navata secondaria sinistra.
Data: 2017
Titolo: San Giovanni Battista, facciata.

ANALISI DELLA DOCUMENTAZIONE DA ARCHIVIO

Di seguito sono riportati gli interventi effettuati sulla fabbrica in ordine cronologico come rilevato dall!analisi dei documenti storici.
Risale al 17 Aprile 1818 il primo documento ritrovato nel quale troviamo riferimenti a lavori di manutenzione della fabbrica della chiesa di san Giovanni Battista, in quella occasione il teologo Quirico Mameli fa richiesta di intervento economico per sostenere il rifacimento della copertura. Allora interamente in legno e per questo soggetta a frequente manutenzione, adducendo come ulteriori motivazioni “lustro e decenza#, viene richiesto di poter effettuare lavori di sostituzioni con copertura “a tegola”.

Del Novembre 1890 risulta essere una relazione di perizia firmata da una assemblea di maestranze grazie alla quale sappiamo di lavori inerenti la riparazione della facciata, della navata e di una porzione della copertura. Contemporaneamente ai lavori di restauro vennero effettuate numerose aggiunte quali la pavimentazione in cemento della cappella e della sagrestia, la chiusura di un arco ed il rifacimento di due porte e due fnestre ma anche interventi mirati agli arredi presenti con l!aggiunta di una mensa in marmo per l’altare maggiore e la preparazione di una lastra in marmo nella quale venne riportata l’iscrizione della consacrazione. In conclusione della perizia, l’assemblea ci fornisce anche delle informazioni riguardanti l’urgenza di intervenire sui danni al campanile e al risanamento del canale di spurgo, inoltre era d’urgenza massima provvedere allo sbancamento in corrispondenza delle cappelle per risolvere un problema di penetrazione dell’acqua dentro la chiesa.
Arriviamo al Giugno del 1899 per trovare il primo intervento sulla facciata il cui muro superiore in cemento di terra, largo 1,30m risultava essere pericoloso per la sua instabilità, venne quindi fatta richiesta affinchè venisse ricostruito in malta di calce e sabbia con uno spessore di massimo 30cm.

Con molta probabilità si situa in quel periodo la costruzione delle due navate laterali, così ci suggeriscono alcuni documenti recuperati facenti riferimento al numero di altari secondari presenti nella chiesa.
Un documento datato 4 Luglio 1904 riporta i lavori efettutati alla scala del campanile nel quale ci viene specifcata anche l’ugenza di eseguire dei lavori di restauro alla muratura del campanile stesso essendo caduta la croce dalla volta e parte delle pietre che la sorreggevano.
Ulteriori restauri hanno riguardato porzioni del tetto e dei solai. Viene poi fatta menzione dell’aggiunta di 3 nuovi altari nelle navate laterali ed una statua, oltre al restauro delle statue presenti e alla costruzione di un nuovo tumulo.
Nel 1916 veniamo a conoscenza di una ulteriore proposta di restauro per la quale però venne rigettata la richiesta di prestito giustifcata con la mancanza di documentazione allegata nella quale vengano specificati i lavori da eseguire, i prezzi e le risorse economiche già a disposizione.

Datata 29 Gennaio 1923 é la concessione da parte di Mons. Francesco Maria Franco alla sostituzione del portone principale della chiesa, ormai estremamente deteriorato; il lavoro non privo di precise specifche riguardanti misure, legno da utilizzare e decorazioni da eseguire, fu affidato all’operaio di Mamoiada Bernardino Meloni.
Un documento di padre Antonio Bussu ci aiuta a collocare il rifacimento completo della facciata intorno alla metà del secolo, scrive infatti che la vecchia facciata con rosone centrale che sormonta il portone di ingresso, forse per l’evidente stato di degrado, é stata demolita ed in seguito ricostruita con una trifora in luogo del rosone.
Nel 1977 é sempre il parroco Antonio Bussu a fare richiesta alla soprintendenza delle autorizzazioni per provvedere al restauro della statua della Madonna e di alcuni quadri; dopo la ricezione della documentazione fotografca richiesta, la soprintendenza conferma che avrebbe provveduto al sopralluogo per la valutazione in loco. Sempre le opere d’arte sono oggetto di restauro nel 1987; la richiesta, inserita in programma nell’Ottobre dello stesso anno dopo la valutazione delle tecniche preventivate per le lavorazioni, aveva come oggetto il restauro della scultura lignea del santo Giovanni Battista, danneggiata dai tarli, e dei dipinti del crocifsso con i santi, il santo con gli angeli e dell’Addolorata.

Il maggiore intervento alla copertura venne eseguito dopo un sopralluogo avvenuto nel dicembre 1985, il quale aveva rivelato le numerose lesioni dovute alla tarlatura del legno di travi e trasversali. Data la fragilità, venne proposta la demolizione della vecchia struttura lignea e la successiva sostituzione con travetti e blocchi laterizi che é poi giunta sino ad oggi.
Con una lettera del Gennaio 1998, Padre Michele Nuvoli, del santuario S. Maria dei Martiri sempre in Fonni, fa richie sta per una mostra, di poter esporre il quadro della crocifssione, presente nella parrocchiale di s. Giovanni Battista. Questa fu l’occasione per provvedere a lavori di ristrutturazione della chiesa, durante i quali venne installato il nuovo sistema d’allarme specialmente per le opere d’arte.
Al termine dei lavori nel Giugno dello stesso anno, venne fatta richiesta di restituzione del quadro affinchè venisse ultimato ed attivato il sistema d’allarme.

Richiesto per delle macchie d’umidità nella volta del presbiterio, il sopralluogo effettuato il 12 Giugno 2013 ha rivelato un diffuso distacco del manto di tegole causato probabilmente dalla cattiva messa in opera. Forse per risparmiare venne fatta economia sul numero delle tegole che risultavano sovrapposte tra loro in misura minima, al punto da compromettere la stabilità delle stesse, questo ha permesso che acqua piovana e vento penetrassero tra le tegole creando l’infiltrazione.
L’intervento proposto prevedeva l’asportazione dei coppi e la pulitura del sottostante strato di malta, la lisciatura della superficie, la posa di primer e guaina bituminosa nuova ed un nuovo manto di coppi con strato di schiuma poliuretanica interposta a prevenire nuove infiltrazioni.
Tali lavorazioni vennero approvate dalla soprintendenza con comunicazione del 2 Settembre 2013.

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