Fonni – cenni storici

Poche sono le informazioni esistenti sui primi nuclei insediativi di Fonni risalenti all’Età del rame.
Risulta invece essere ben noto lo sviluppo di una civiltà di epoca Nuragica, tra la metà del II millennio a.C. e la nascita di Cristo, organizzata in oltre 18 villaggi ospitanti più di 1.000 capanne complessive, distribuite in un areale di circa 112.30 km2 individuabile nell’attuale centro abitato di Fonni (secondo le ricerche si suppone che tra il 800 900 a.C. vi fosse un clan di circa 5.000 persone).
A partire dal V secolo, la successiva colonizzazione dell’Isola da parte dei Fenicio Punici lasciò traccia del suo passaggio anche a Fonni, come dimostra la strada passante per Sorabile (area limitrofa all’attuale tessuto urbano). Questa fu poi ripresa e potenziata dai Romani per la costruzione della loro viabilità in Sardegna e, nello specifico, tale strada serviva da collegamento tra Porto Torres e Cagliari. L’area di Sorabile Govossai e Madau Gremanu per i Romani era inoltre un importante punto di presidio e controllo del centro isolano, tant’è che molti studiosi hanno ipotizzato che, intorno al 350 d.C, li vi fosse una concentrazione complessiva umana di circa 17.000 abitanti.
Quando a metà del primo secolo (450 d.C.) le tribù dei Cunusitani e dei Celsitani che stanziavano nei territori di Sorabile insorsero contro i Romani distruggendone il presidio, per meglio difendersi dalle rappresaglie Romane e dalle incursioni dei Vandali, parte delle tribù residenti nell’area si trasferirono nel sito dove attualmente è presente la chiesa di San Giovanni. Tale aera era ubicata a confine tra gli odierni rioni Su Piggiu e quello di Canio, in posizione più elevata, quindi più sicura, rispetto a Sorabile. Questo evento diede origine al primo nucleo abitativo di Fonni.

Nell’immagine,
in verde la struttura degli attuali 5 vicinati del centro matrice;
in rosso l’area occupata dal primo nucleo abitativo di Fonni;
in blu il primo nucleo del rione Pupuai ed in azzurro il primo insediamento nel rione Logotza;
cerchiata di nero l’area della chiesa di San Giovanni Battista.
Fonte: P.P.C.S., Comune di Fonni.

Nel periodo dal 456 d.C. fino al XI secolo, i territori barbaricini furono occupati per circa 80 anni dai Vandali fino al 534 d.C. e successivamente dai Bizantini, fino a circa il 1.100 d.C. Dal 1.100
d.C. fino al 1410 d.C., furono i Giudicati a governare l’Isola, quindi gli Aragonesi dal 1410 fino al 1492.
Durante questo lungo periodo durato circa 1.000 anni il villaggio di Fonni a partire dal nucleo di origine si sviluppò fino a formare in parte gli attuali rioni di Su Piggiu (il più antico del paese il quale ebbe origine tra il 1.000 e il 1.100 d.C.) e Canio (originato dall’espansione nel primo nucleo insediato intorno alla chiesa di San Giovanni e dall’espansione del rione Su Piggiu).
Durante l’occupazione Spagnola (1492 % 1720) si svilupparono il rione Pupuai (a seguito del trasferimento degli abitanti di Villagrande Strisaili scampati alla peste del 1528), il rione Logotza (dal trasferimento di un nucleo di famiglie del rione su Piggiu tra il XVI ed il XVII secolo) ed il rione Ghinio (il più recente, originato dall’espansione dei rioni di Su Piggiu e Logotza).
Per quanto riguarda l’edilizia specialistica del periodo, diverse furono le costruzioni edificate durante il l’occupazione spagnola: la prigione Spagnola, l’ufficio di “Colletteria” per esazione dei tributi fiscali, la chiesa della SS. Trinità ed il Convento Francescano (attorno al quale fu costruito il rione Logotza). Tali fabbriche vennero costruite tra il 1610 ed il 1630 con le stesse maestranze provenienti da Serrenti e Samatzai.
Il fervore religioso manifestatosi nei primi decenni del XVII secolo portò alla erezione e al rinnovo di altre cappelle rurali. All’interno del villaggio, fra i diversi rioni, vi fu una vera e propria gara di emulazione, che si concretizzò con la costruzione di modeste chiesette: S. Antonio Abate in Pupuai, Santa Croce e S. Matteo in sa Serra, San Pietro in Logotza e infine S. Isidoro in Logotzeddu.
Agli inizi del 1700, maestranze qualificate venute dalla Lombardia introdussero nuovi metodi costruttivi, come testimoniano l’ampliamento della chiesa della SS. Trinità e l’edificazione della Basilica dei Madonna dei Martiri. Lo stile spagnoleggiante barocco di queste fabbriche religiose venne presto imitato dalla borghesia locale per l’ammodernamento e l’abbellimento delle facciate delle loro dimore.
Durante la Monarchia Sabauda (1720 1861) fu costruita la chiesa di Santa Croce (1840), in sostituzione dell’antica chiesetta campestre di S. Antonio Abate. A seguito del crollo della chiesa campestre dedicata a S. Matteo e alla S. Croce, avvenuta nel 1797, le confraternite concordarono di unire le forze per la edificazione di un nuovo monumento in sostituzione del fabbricato di S. Antonio che a sua volta versava in condizioni strutturali molto precarie.

Scuola elementare di Fonni, progettata nel 1926 e ultimata dieci anni dopo.

Nella prima metà del Novecento, durante il Regno d’Italia, ricostruzioni, ristrutturazioni e nuove edificazioni determinarono un nuovo assetto urbanistico rivolto a dare soddisfazione ai nuovi bisogni abitativi delle famiglie pastorali, quando nuovi fabbricati vennero costruiti accanto e in sostituzione di quelli antichi. Tra questi si ricorda la costruzione del primo corpo del Cimitero (1900 circa), il complesso delle scuole elementari e della palestra (progettati entrambi del 1926 e realizzati circa 10 anni dopo).

Negli ultimi sessanta anni si sono verificati cambiamenti radicali costruito urbano: nuovi isolati, case, strade e diversi sventramenti hanno modificata sostanzialmente il tessuto del centro storico. In quegli anni sono stati costruiti numerosi edifici pubblici e tra questi si ricordano: il Municipio (1949 1959), i nuovi uffici Comunali (1960), l’ambulatorio Comunale (1955 1960), la Scuola Media Superiore (ultimata nel 1980), la nuova palestra (ultimata nel 1985).

Municipio Fonni, 1949-1959.

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